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  /  Infanzia   /  Lo sviluppo del bambino attraverso Jean Piaget
assistenza familiare - primo stadio di sviluppo
Miryadi domestic care Argentina

di Argentina Ciaramella

Jean Piaget è un biologo ed epistemologo francese molto importante per aver descritto minuziosamente le tappe dello sviluppo del bambino dalla nascita all’età adulta.
La sua teoria si fonda sui quattro stadi che il bambino attraversa dalla nascita.
Gli stadi si suddividono in:

  • Stadio senso-motorio da 0 ai 2 anni.
  • ​Stadio pre-operatorio dai 2 ai 6 anni.
  • Stadio operatorio concreto dai 6 ai 12.
  • Stadio operatorio formale dai 12 anni in poi.

Ognuno di questi stadi rappresenta dei traguardi raggiunti e determina nuove conquiste e nuovi obiettivi. In questo articolo mi soffermerò principalmente sullo stadio senso-motorio e sull’importanza dello sviluppo del vostro bambino in questo periodo.

Lo stadio senso-motorio

Secondo Piaget il bambino in questa fase assume una posizione egocentrica e conosce il mondo esterno attraverso due processi fondamentali: l’assimilazione, attraverso la quale immagazzina informazioni, e l’accomodamento, in cui il bambino adatta i propri schemi mentali ai nuovi dati dell’esperienza.

Il bambino non è ancora capace di distinguere se stesso dal mondo esterno per cui suoni, persone, cose, si susseguono senza una ragione. Ma, via via che le sue funzioni cognitive si svilupperanno, tutto inizierà ad acquisire un senso specifico.

Piaget suddivide lo stadio senso-motorio in altri 6 sottostadi, essendo questo momento per il bambino molto ricco di stimoli e crescita:

1. Riflessi innati (dalla nascita a 1 mese): il bambino non interagisce pienamente con la realtà ma aspetta che essa soddisfi i suoi bisogni. In questa , ad esempio, il bambino utilizza il pianto come mezzo per ottenere qualcosa.

2. Reazioni circolari primarie (dai 2 ai 4 mesi): il bambino scopre di essere in grado di fare. In questa fase inizia a mostrare interesse per gli oggetti, cerca conferme nello sguardo della madre e, pian piano, inizia a sperimentare con il mondo. Molto importante in questa fase è il ruolo della mamma che, grazie allo scambio, favorisce nel proprio bambino intenzionalità e reciprocità. In questo periodo si vedranno bambini che si succhiano i piedi e mettono in bocca tutto ciò che trovano. È il loro modo di conoscere il mondo. Funzionale per questa fase di sviluppo potrebbe essere proporre al bambino oggetti diversi, con diverse consistenze per fargli scoprire nuove cose.

3. Reazioni circolari secondarie (dai 4 agli 8 mesi): il bambino inizia ad avere assimilato informazioni e utilizza schemi specifici per svolgere una determinata azione. Inizia ad afferrare le cose e si diverte nel vedere il ripetersi di un’azione che fa: per esempio, prende una pallina e la lancia per vederla rotolare. Si iniziano a creare situazioni semi-strutturate. La mamma può proporre al bambino un libro tattile fatto con tessuti diversi, vari materiali che il bambino si diverte a toccare e manipolare iniziando a percepire cose piacevoli e non. Il vostro bambino inizia ad afferrare tutto ciò che si trova davanti e si diverte nel vedere il susseguirsi di un azione che fa.

4. Coordinazione mezzi-fini (dagli 8 ai 12 mesi): il bambino coordina schemi d’azione più complessi, per esempio tira una coperta per avvicinarsi l’orsacchiotto che c’è sopra. In questa fase il bambino inizia a percepire che un oggetto nascosto rimane lì anche se lui non lo vede più. Si può giocare con lui a nascondere gli oggetti sotto una coperta e poi scoprirli. Il bambino rende la sua mamma partecipe del proprio gioco e si ha così l’emergere dell’attenzione condivisa. Il bambino prova piacere a giocare con l’altro. Il gioco del cucù, che può sembrare banale, serve al bambino per percepire la permanenza dell’oggetto. La mamma si può nascondere dietro a uno straccio e il piccolo si renderà conto che basterà spostarlo per ritrovarla, cosi come si può nascondere il bambino per aiutarlo in una maggiore percezione di se stesso.

5. Reazioni circolari terziarie (12-18 mesi): in questa fase il bambino inizia a risolvere problemi mediante tentativi ed errori. Per esempio, per raggiungere un oggetto utilizzerà diverse strategie fino a trovare quella che gli permetterà di arrivare al proprio obiettivo. Il bambino inizia ad allontanarsi dalla madre ed esplorare l’ambiente, pian piano diventa libero nel gioco, e impara a indicare l’oggetto destinatario del suo desiderio.

6. Comparsa funzione simbolica (dai 18 mesi in poi): il bambino prima di questa età ha una rappresentazione degli oggetti solo attraverso i sensi. Ora, invece, è in grado di averne una rappresentazione mentale. Questo fa sì che nel bambino inizi a manifestarsi l’imitazione differita, ovvero vedendo un comportamento, tenderà a ripeterlo a distanza di tempo, ed iniziano la loro comparsa sia il linguaggio sia il gioco simbolico. I bambini iniziano a giocare al gioco del “fare finta” o iniziano a giocare con ciò che trovano come per esempio mettere in fila sedie per fare un treno, far finta di cucinare, prendersi cura della bambola.

Da qui si passa, secondo Piaget, ad una seconda fase lo stadio pre-operatorio di cui ci occuperemo in uno dei nostri prossimi appuntamenti

Comments

  • Giuliana Scansetti
    30 Marzo 2019

    Interessantissimo!
    avrei voluto essere madre e poter vivere tutti questi 6 teneri e delicati stadi del senso-motorio.

    Grazie Argentina, ti leggerò…
    “alle prossime conquiste del bambino.”

    Giuliana

    reply
    • Maria Elena
      30 Marzo 2019

      Cara Giuliana, grazie della tua review! Al prossimo interessante articolo della dott.ssa Ciaramella.

      reply

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