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suono assistenza familiare
Ferdinando Catalano - Miryadi Assistenza Familiare

di Ferdinando Catalano

Breve viaggio nel mondo inquietante degli infrasuoni

Come è noto, la nostra membrana timpanica è l’organo recettore dei suoni: vibrando alla stessa frequenza dell’onda acustica, analizza l’impulso e trasmette al cervello la sensazione acustica che verrà quindi elaborata in ciò che chiamiamo normalmente “suono”.

A differenza dell’occhio che è un organo sintetico (cioè opera la sintesi dei colori), l’orecchio è analitico, ovvero è in grado di distinguere il timbro di ciascun suono anche della stessa frequenza. In altri termini, se sta suonando un’orchestra siamo in grado di percepire e distinguere il violino dal clarinetto e così via, anche se stanno suonando le stesse note.
Detto questo, ci sono onde sonore che però l’orecchio non riesce a percepire in quanto ai limiti della soglia di udibilità che è compresa all’incirca tra 20 Hz e 20.000 Hz.
Per chi non avesse familiarità con queste unità di misura, dirò semplicemente che il timpano non riesce a trasmette le vibrazioni acustiche al di sotto di 20 vibrazioni al secondo (gli infrasuoni) o al di sopra di 20000 vibrazioni al secondo (gli ultrasuoni).

Gli ultrasuoni sono noti per il loro impiego nella terapia del dolore muscolare, per i lavaggi industriali, oggetti di oreficeria, ecc.

E gli infrasuoni?

Meno noti sono gli infrasuoni.

Gli infrasuoni possono essere prodotti da fenomeni naturali come i tuoni in atmosfera, il vento, terremoti, eruzioni vulcaniche, valanghe, cascate, cadute di iceberg. Gli infrasuoni possono anche essere generati da macchine costruite dall’uomo come il boom sonico prodotto dagli aerei, dai motori diesel o le turbine eoliche, da altoparlanti subwoofer, oppure da esplosioni, sia chimiche che nucleari.

Accidentalmente alcuni scienziati hanno scoperto che il vortice di un tornado crea onde infrasoniche. Questi infrasuoni possono essere rilevati per un massimo di circa 161 km (100 miglia) di distanza, e quindi possono aiutare a fornire il preallarme dell’arrivo di un tornado.

Alcuni animali, come ad esempio le balene e soprattutto gli elefanti, utilizzano gli infrasuoni per comunicare tra loro. Gli elefanti, con i loro barriti, producono infrasuoni che altri gruppi possono percepire fino a diversi chilometri attraverso il terreno e mediante le zampe.
A proposito dei modelli comportamentali degli animali e gli effetti degli infrasuoni prodotti dalle catastrofi naturali, gli animali sono noti per la loro capacità di percepire le onde infrasoniche che si propagano attraverso il terreno e utilizzare questi segnali come preallarme. Un recente esempio lo si è avuto in occasione dello Tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano. Gli animali hanno abbandonato la zona molto tempo prima della tragedia che è andata a colpire le coste dell’Asia.

Gli infrasuoni e le reazioni sull’uomo

Gli infrasuoni sono noti per provocare sentimenti di soggezione o paura nell’uomo. Inoltre si ritiene che gli infrasuoni, seppur non percettibili dall’orecchio umano, siano causa di ansia, tristezza, brividi. Gli infrasuoni prodotti dai condizionatori e dagli aerei, ad esempio, provocano vertigini, nausee (l’organo umano che regola l’equilibrio ed è responsabile di questi sintomi è proprio il labirinto auricolare) e mal di testa. Poiché non sono coscientemente percepiti, è possibile far sentire alle persone un vago effetto di sensazione soprannaturale, in associazione agli eventi che si stanno svolgendo. Ad esempio, alcune colonne sonore di film fanno uso di infrasuoni per creare disagio o disorientamento nel pubblico, come nei film Irréversible ed in Paranormal Activity.
Anche il cuore produce infrasuoni attorno ai 20 Hz.

Un esperimento inquietante sugli infrasuoni

Il 31 maggio 2003, un team di ricercatori del Regno Unito ha effettuato un esperimento con il quale circa 700 persone sono state esposte a musica mescolata con suoni di frequenza pari a 17 Hz, prodotta da woofer montati lungo un tubo di plastica per fognatura della lunghezza di 7 metri.
Il concerto sperimentale è avvenuto nel Purcell Room nel corso di due spettacoli ciascuno composto di quattro brani musicali. Due dei pezzi in ogni concerto aveva un suono di 17 Hz in sottofondo senza che gli ascoltatori ne fossero a conoscenza.

La presenza dell’infrasuono ha determinato, in un numero significativo di intervistati (il 22%) un senso di ansia, disagio, nervosismo, sentimenti di orrore o di paura, brividi lungo la colonna vertebrale e sensazione di pressione sul torace.

La lunga esposizione agli infrasuoni è potenzialmente pericolosa per gli organismi viventi, tanto da poter essere usata come arma dall’esercito americano durante guerra del golfo.

Non manca chi si lascia andare anche a scenari apocalittici.
Ad esempio, si potrebbe mantenere un intero paese in ansia se un’antenna lo inondasse di onde infrasoniche a basso dosaggio, che interagiscano con il sistema sensoriale delle persone. È una cosa un po’ agghiacciante, ma qualcuno al mondo lo potrebbe fare, perché le persone senza scrupolo non sono mai mancate nella storia umana, e credo che anche ora abbondino su questo caro pianeta!

Comments

  • Giuliana Scansetti Montorfano
    12 Giugno 2019

    Grazie Prof. Catalano,
    un articolo estremamente interessante, letto e riletto più volte scrupolosamente.
    Quanto ignoriamo?
    Siamo qui nel mondo, ma sappiamo di ciò che ci circonda solo vagamente, con grande superficialità.
    Approfondire ci può arricchire,almeno un poco. Grazie ancora professore.
    Giuliana Scansetti Montorfano

    reply
    • Maria Elena
      13 Giugno 2019

      Grazie del tuo commento, Giuliana.
      Hai centrato lo scopo di questo blog: arricchire sempre di piu’ la nostra mente con informazioni non solo utili, ma anche curiose e affascinanti.
      Grazie professor Catalano!

      reply

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