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Miryadi domestic care - problemi sul lavoro
Antonella de Giuli

di Antonella De Giuli

“La gioia non è nelle cose; è dentro di noi.” Richard Wagner

Quando il capo è “difficile”

Aver a che fare con un capo “difficile”, magari con modi autoritari e invadenti o con una scarsa capacità di ascolto, può voler dire vivere periodicamente momenti di tensione che poco o nulla hanno a che vedere con il lavoro in sé, ma che in alcuni casi possono crearci sofferenza e prendere il sopravvento sull’attività che stiamo svolgendo. Non mi riferisco a problemi gravi, per i quali possono essere necessari interventi specifici, ma a quei momenti di disagio relazionale che a volte viviamo nella nostra giornata lavorativa.

Raggiungere la serenità sul posto di lavoro

Come possiamo affrontare queste situazioni per portare avanti le nostre attività non solo con impegno ma anche serenamente, in modo da raggiungere con piena soddisfazione gli obiettivi e vivere positivamente l’ambiente di lavoro?

Partiamo dalla considerazione che non possiamo cambiare gli altri e trasformarli in ciò che vorremmo (e questo vale anche per mariti, mogli, compagni, amici, vicini di casa, colleghi..!) ma che possiamo solo agire per attuare cambiamenti nel nostro modo di affrontare le cose, così da vivere meglio.

Quando ci troviamo a fronteggiare situazioni critiche o difficili, possiamo abbandonarci alle emozioni e ai pensieri negativi, oppure cercare di agire per aumentare la nostra resilienza, cioè la capacità di affrontare le criticità rimanendo aperti a quanto incontriamo di positivo, senza perdere la stima di noi stessi e senza trasformarci in qualcosa di diverso da quello che siamo.

Buona parte dei nostri pensieri sono involontari, automatici. Sono quella voce nella testa che ha sempre qualcosa da dire per commentare qualsiasi cosa, come se fosse un tuttologo in un talk show televisivo. Il nostro corpo “crede” ai nostri pensieri e reagisce con emozioni che a loro volta vanno ad influenzare quei pensieri da cui tutto era partito.

Quando ci accade qualcosa che non è in linea con le nostre aspettative o si discosta dal nostro modo di fare e di pensare, spesso nella nostra testa si scatenano pensieri negativi, a cui il corpo reagisce con emozioni come paura, dolore, rabbia o tristezza. Quando le nostre emozioni prendono il sopravvento rischiamo di agire impulsivamente.

Impariamo a vedere le cose per ciò che sono

Se impariamo ad affrontare i fatti con il giusto distacco, creando una “distanza” che ci permetta di vederli per quello che sono, cioè dei semplici fatti, possiamo diventare più forti perché siamo noi a decidere a cosa prestare attenzione e a cosa dare importanza.
Per ottenere questo dobbiamo allenarci, proprio come quando andiamo in palestra, provando ad introdurre qualche cambiamento nel nostro modo di affrontare ciò che ci disturba.

Ad esempio, se abbiamo commesso un errore è corretto che ci venga segnalato: concentriamoci su questo per capire dove abbiamo sbagliato e come migliorare, senza intaccare la nostra autostima perché il “capo” si è espresso in modo autoritario o sgarbato, o perché quando ne abbiamo parlato non era interessato alle nostre motivazioni. Se il “capo” non è disponibile ad ascoltarci quando vogliamo parlargli di un argomento per noi importante e lo esprime con irritazione, cerchiamo di non vivere la situazione come una mancanza di considerazione nei nostri confronti. Proviamo invece a cercare un’altra occasione o un’altra modalità (una mail? una breve relazione scritta?) per esprimergli le nostre idee e/o suggerimenti.

Impariamo a separare le emozioni altrui dalle nostre. Se ci accorgiamo che stiamo indugiando su emozioni spiacevoli (magari rivivendo nella nostra mente un evento negativo che ci è capitato) poniamo loro un freno, anche nella consapevolezza che ciò che oggi è in un modo, domani potrebbe essere completamente diverso.

Per allenarci ad affrontare le criticità sul lavoro, possiamo imparare ad utilizzare alcune tecniche che hanno come fonte ispiratrice la Mindfulness, ovvero la capacità di essere “qui e ora”, con consapevolezza.

Alla sera prepariamo una scaletta delle attività che svolgeremo il giorno successivo, definendo le priorità: questo ci permetterà, una volta arrivati al lavoro, di non perdere tempo ed energie per capire come organizzarci e di iniziare la giornata lavorativa con maggiore serenità.

Mentre facciamo colazione, ci prepariamo per uscire e ci rechiamo al lavoro, concentriamoci su quello che stiamo facendo, cercando di essere consapevoli del sapore del cibo, della piacevolezza dell’acqua nella doccia, della strada che stiamo percorrendo, del paesaggio che ci circonda… Questo modo di agire, oltre a permetterci di vivere con consapevolezza ogni istante, ci consentirà di non rimanere intrappolati nei nostri pensieri. Eviteremo così di arrivare al lavoro già carichi di emozioni che potrebbero aumentare il nostro livello di sensibilità e magari spingerci a reagire con maggiore sofferenza o con impulsività a osservazioni o critiche.

Una cosa per volta!

Nell’affrontare i nostri compiti quotidiani, ricordiamoci che siamo molto più produttivi ed efficienti quando ci concentriamo su una sola attività per volta. State già pensando che in questo modo si è maggiormente consapevoli di ciò che si sta facendo? È proprio così! Secondo studi recenti, il multitasking spesso è causa di errori e oltretutto non fa risparmiare tempo.
Se dobbiamo incontrare il capo per un confronto o per proporgli nuove idee, prepariamoci con attenzione sui temi che vogliamo affrontare, in modo da sentirci sicuri durante l’esposizione e da non farci prendere dall’ansia in caso di richieste di approfondimento.

Se ci rendiamo conto che, durante le pause, tra colleghi si tende a parlare prevalentemente di problemi e criticità, proviamo a raccontare anche qualcosa di piacevole… questo ci permetterà di introdurre momenti di “stacco”, che ci aiuteranno a creare una distanza da eventuali fatti spiacevoli accaduti.

Quando nella nostra giornata lavorativa accade un evento che ci rattrista o ci innervosisce, o al contrario che ci esalta eccessivamente, ripetiamoci la frase “anche questo passa..” per ricordare a noi stessi che le emozioni, sia negative che positive, non durano per sempre, ma passano, mentre noi rimaniamo.

In ultimo, ma non meno importante, ricordiamoci che il lavoro, per quanto possa occupare gran parte del nostro tempo, non rappresenta tutta la nostra vita.

Se curiamo amorevolmente le nostre relazioni e i nostri interessi, se ascoltiamo i nostri bisogni e ci prendiamo cura di noi stessi, anche proteggendo i nostri spazi personali, affronteremo i nostri impegni con maggiore serenità e troveremo meno faticoso mettere una “distanza” tra noi e i fatti spiacevoli che potranno accadere.

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