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  /  Salute & benessere   /  Passato Vs Futuro: i giovani e i vecchi di Aristotele
assistenza famialire - confronto tra generazioni
Eleonora Vaiana

di Eleonora Vaiana

Progredire nella vita significa accumulare esperienze da riporre sulle nostre spalle. La schiena si incurva per il peso del tempo, il futuro si accorcia e con esso aumenta la paura. Questo può comportare un cambio repentino di carattere anche piuttosto marcato: si diventa più burberi, ansiosi, preoccupati di tante, troppe cose.

Dall’essere semplicemente adulti, ci troviamo a essere considerati anziani dai nostri familiari, dai nostri amici, persino dagli sconosciuti. Da una parte c’è quella martellante sensazione di sentirsi un peso, con gli acciacchi, la memoria che vacilla, i problemi che aumentano, tutto a carico di figli e nipoti che dovrebbero pensare soltanto a godersi la vita. Dall’altra c’è l’orgoglio per il proprio percorso, il bagaglio di ricordi, esperienze, insegnamenti di vita. È allora che i giovani diventano un “problema”, coi loro vestiti strappati e un corpo tappezzato di tatuaggi.

“Lavoro da quando avevo 10 anni. Mi sono sposato a 21 anni e dopo poco è nata la mia prima figlia. Ho fatto la guerra, sono stato senza mangiare, ho patito tanto”. Queste sono le parole di mio nonno, pronunciate in un momento di confronto a tavola. E, probabilmente, saranno molto simili alle parole di qualunque altro nonno.

Spesso lo osservo mentre guarda le immagini che passano in tv, dove si vedono giovani dalle capigliature stravaganti, con piercing visibili in volto, split tongue, uno smartphone costantemente incollato alla mano. Spesso perdo la pazienza quando non comprende come si utilizza un telefono cellulare di quello coi tasti grandi, appositi per gli anziani, e anziché spiegargli per la cinquantesima volta come si fa a chiamare un contatto in rubrica, mi limito a farlo, così perdo meno tempo.

Spesso, i suoi commenti sulla nostra società degenerata mi innervosiscono, ma poi Aristotele mi parla dalla sua Retorica e capisco che un giorno, anche io, sarò esattamente tale e quale a lui.

Aristotele: un ritratto attuale di giovani e vecchi datato 330 a.C.

Aristotele, dei giovani, dice che: “[…], non hanno un cattivo ma un buon carattere, per il fatto di non aver ancora visto molte malvagità, e sono fiduciosi per non essere stati ripetutamente ingannati, e sono pieni di speranza. […] Vivono per la maggior parte del tempo nella speranza: la speranza riguarda il futuro, mentre il ricordo riguarda il passato” (Aristotele, Retorica II, 12, 17-23).
Al contrario, i vecchi: “[…] vivono di ricordi piuttosto che della speranza; quello che resta della vita è poco, mentre il passato è lungo, e la speranza riguarda il futuro, mentre il ricordo le cose passate. Questo è il motivo della loro loquacità: trascorrono infatti il tempo parlando del passato e, ricordandosene, provano piacere” (Aristotele, Retorica II, 13, 7-11).

Questa sostanziale differenza di atteggiamento nei confronti della vita è la causa della maggior parte dei conflitti coi nostri anziani: il loro essere spesso preoccupati del benché minimo dolorino può sembrare ridicolo, per chi ha 20 o 30 anni. Ma, quando gli anni diventano 70 o 80, il sentiero del futuro può essere molto incerto e se ne avverte la fine imminente.

Proprio per le caratteristiche evidenziate da Aristotele, dunque, gli anziani possono risultare spesso molto complicati. Chi è giovane, tende a vederli come degli inattuali, con delle idee molto spesso superate e un modus operandi di vivere completamente alieno rispetto alla propria epoca. Però, proprio per il loro piacere nel ricordare, rappresentano per chi è più giovane una fonte inestimabile di testimonianze di un passato ancora vivo.

Siate avidi di conoscerlo, trascorrete del tempo con delle persone più anziane, scoprite gli anni passati del vostro Paese e della vostra famiglia. Avete a vostra disposizione un libro di storia vivente raccontato da chi la storia l’ha vissuta sulla propria pelle. Siate pazienti con gli anziani, coi loro dolorini e le loro lamentele sui giovani d’oggi. Godetevi ogni loro ricordo: un giorno vi augurerete di avere qualcuno disposto a godersi i vostri.

Comments

  • Vale
    26 Marzo 2019

    Come al solito: bell’articolo!
    Da persona di mezza età quale sono purtroppo comincio avere quei dolorini di cui si parla sopra, quindi capisco meglio quella maliconia che spesso si legge negli occhi delle persone anziane.
    È assolutamente vero che i giovani dovrebbero fermarsi ad ascoltare i racconti delle persone più vecchie di loro e fare tesoro della loro esperienza e dei loro consigli, ma penso anche che gli anziani dovrebbero non solo parlare ai
    giovani, ma fermarsi anche ad ascoltarli, cercare di capire il loro pensiero e il loro agire, magari farsi coinvolgere in qualche loro progetto che li caricasse di una
    nuova energia giovanile.
    Penso che l’ASCOLTARSI a vicenda gioverebbe ad entrambi, avvicinerebbe i due mondi
    Una volta ho sentito una bella frase: si diventa vecchi quando si smette di fare progetti e ci si rifugia nei ricordi
    Non serve troppo tempo, i progetti non devono per forza essere a lungo termine, possono anche essere giorno per giorno!

    reply
    • Maria Elena
      27 Marzo 2019

      E’ proprio vero, cara Valeria. Il cervello e’ l’organo che ci fa sentire o piu’ giovani o piu’ vecchi. Il resto del corpo segue. Cerchiamo di non farci prendere dal continuo rimuginare dei pensieri, specie quelli negativi, perche’ in realta’, non servono a nulla! Viviamo nel momento e godiamo di tutto quello che ci e’ dato ora!

      reply
  • Giuliana Scansetti
    4 Aprile 2019

    cara Valeria, permettimi il cara,farei una sintesi,
    FUTURO:è dei giovani
    proiettati in avanti, motivati, carichi d’entusiasmo e resilienza verso i loro obiettivi.
    RICORDI: lunga esperienza degli anziani,
    personalità costruita nel tempo sulla propria pelle e impressa poi nella propria mente.
    Vivere è un impegno: “Intelligenza, Equilibrio e Amore”Li usiamo per capirci meglio? Dovrebbe essere una regola…
    Ci conviene ! sia a giovani che anziani. “AUGURI” Giuliana

    reply

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