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Assistenza familiare
Ferdinando Catalano - Miryadi Assistenza Familiare

di Ferdinando Catalano

PERCHÉ SPRECARE ENERGIA?

Cominciamo da un fatto scontato: l’acqua bolle alla temperatura di 100° (a livello del mare).

Forse meno noto è il processo di ebollizione. L’intera massa liquida partecipa al passaggio dell’acqua dalla fase liquida alla fase di vapore. A temperatura ambiente, ciò non avviene e all’evaporazione partecipano solo le molecole che si trovano sulla superficie libera. Quando l’acqua bolle, tutto il calore fornito dal gas serve solo a sostenere questo processo e la TEMPERATURA NON AUMENTA. Ma vale anche il contrario: quando l’acqua bolle, diminuendo il calore fornito, la temperatura rimane costante.

Così scriveva nel 1799 Benjamin Thompson, uno dei fondatori della termodinamica, in un saggio in cui analizzava scientificamente i processi di cottura, stupendosi di come fossero così poco compresi, anche e soprattutto dai cuochi, che li avevano sotto gli occhi tutti i giorni:
“Il processo con cui il cibo è più comunemente preparato per la tavola – la bollitura – è così familiare a chiunque, e i suoi effetti così uniformi, e apparentemente così semplici, che pochi, io credo, si sono presi la briga di indagare come o in che modo questi effetti vengono prodotti”

Ancora oggi un atto così semplice e quasi quotidiano come far bollire l’acqua per la pasta è spesso fonte di molte discussioni. Quanta acqua usare? Si deve usare o meno il coperchio? Quando si deve aggiungere il sale? Una volta buttata la pasta si può abbassare il fuoco? Questa volta ci concentriamo sulla temperatura dell’acqua.

Acqua a bollore o no?

Molte persone pensano che l’ebollizione dell’acqua sia una condizione assolutamente necessaria per poter cuocere la pasta, ma già Thompson intuì che questo non era esattamente così. La cottura del cibo, infatti, dipende solo dalla temperatura raggiunta, e non dal fatto che l’acqua stia bollendo o meno. Perché, scrive Thompson:
“Tutto il combustibile che viene utilizzato nel farla bollire vigorosamente è sprecato, senza aggiungere un singolo grado al calore dell’acqua, né velocizzare o accorciare il processo della cottura di un solo secondo. Poiché è dal calore, dalla sua intensità e della sua durata che il cibo viene cotto, e non dall’ebollizione dell’acqua che non ha alcun ruolo in quell’operazione.”.
Quindi? Quando l’acqua bolle potete tranquillamente abbassare la fiamma e risparmiare gas.

SPAGHETTI IN ALTA MONTAGNA? NO GRAZIE

Magari lo sapete già, ma vi do ugualmente un consiglio: evitate di mangiare spaghetti (e in generale la pasta) in alta montagna.

Come mai? Perché chi la pasta la produce, la fornisce per essere cotta a 100° gradi (circa) nel tempo stabilito di cottura.

In alta montagna (stiamo parlando di 2500 – 3000 metri di altitudine), la pressione atmosferica è inferiore a quella del livello del mare e ciò comporta che l’ebollizione avvenga prima che la temperatura raggiunga i 100° (le molecole d’acqua, quando c’è bassa pressione nell’aria, riescono a “zompare fuori” meglio) e ciò comporta che, a temperature più basse, la pasta per cuocersi dovrà impiegare più tempo che non i canonici 5/7 minuti previsti dal produttore. Giusto il tempo perché diventi una colla immangiabile.

SPEZZARE IN DUE UNO SPAGHETTO? SEMBRA FACILE!

Assistenza familiare - trattare gli spaghettiAdesso andate in cucina e prendete uno spaghetto. Piegatelo per le estremità e spezzatelo in due. Niente da fare! Come minimo si produrranno tre pezzi.
Potete provarci quanto volete, tanto non è una questione di fortuna. Non ci riuscirete.

Come mai? la risposta è complicatissima e sembra che neanche il grande fisico americano Richard Feynman – Premio Nobel per la Fisica nel 1965 – sia riuscito a comprenderne le ragioni.
Recentemente, dopo ben 80 anni di studi, il prestigioso MIT ( Massachusetts Institute of Technology) di Boston è riuscito a svelare il mistero.
Io ho provato a seguire le indicazioni del MIT e ci sono riuscito.
Quando piegate lo spaghetto il punto mediano è il punto di rottura imminente. Però, prima che avvenga la rottura in quel punto, da lì si propagano molto rapidamente delle onde di flessione in altri punti dello spaghetto che producono delle rotture.

Come fare per romperlo in soli due pezzi?

Tenete le estremità dello spaghetto tra pollice e indice con molta forza, torcete lo spaghetto prima di piegarlo. Adesso piegatelo et voilà: lo spaghetto si spezza in due sole parti.

(Se non riesce provate ancora con più forza, la strada è quella)
Fatemi sapere se ci siete riusciti!

Ferdinando Catalano

Disegno di: Michela Frare

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